Social e maternità: il confronto tossico

Social Tossici per Mamme: Come Sono Uscita

Sono le 3 di notte. Angela Annie aveva circa 4 mesi, finalmente dorme dopo 1 ora di lamenti vari.

Mi rifugio in bagno (l’unico luogo della casa dove ci si può “nascondere” per 15 minuti).

Apro Instagram.. Scorro. E cosa vedo? Una mamma con un bambino della sua età che dorme 12 ore filate. Un’altra che ha già ripreso a fare pilates due volte la settimana. Un’altra ancora che prepara pappe gourmet mentre io sto ancora capendo come funziona lo sterilizzatore. Chiudo l’app. Mi sento una merda.

Benvenute nel lato oscuro dei social in maternità!

Mamma che guarda Instagram di notte mentre allatta

La trappola del confronto perfetto

Guardate, io sono la prima a usare i social. Condivido momenti con Angela, scrivo di maternità, interagisco con tante mamme. I social possono essere meravigliosi: ti fanno sentire meno sola, ti danno consigli pratici, ti fanno ridere quando hai voglia di piangere.

Ma c’è un problema……sui social: solo cose belle!

Sui social vediamo solo gli highlights

La mamma che posta la foto del bambino sorridente al parco non posta quella di un’ora prima con il crollo totale al supermercato. Una casa che sembra perfetta? Probabilmente hanno spostato tutto fuori dall’inquadratura. E noi, nel mezzo della notte, con le occhiaie fino ai piedi e la tetta di fuori, guardiamo questi highlights e pensiamo di non essere abbastanza.

I pensieri tossici che ci fregano

“Lei ce la fa, perché io no?” “Il suo bambino dorme/mangia/gioca meglio del mio” “Io non sono una brava mamma come lei” “Dovrei fare di più/essere di più/avere tutto sotto controllo”

Respirate.

Questi pensieri sono normali, ma sono anche bugie che ci raccontiamo. Quella mamma “perfetta” che vedete online? Anche lei ha le sue battaglie. Piange pure lei, fidatevi. Si sente inadeguata esattamente come voi. Solo che non ve lo mostra, perché i social non funzionano così.

Le categorie che mi fanno saltare i nervi

Le “mamme zen” che meditano all’alba (io all’alba cerco solo di sopravvivere). Quelle “super organizzate” con routine perfette stampate e plastificate (la mia routine è: sveglia, sopravvivi, fai sopravvivere la Bambina, ripeti). Ci sono mamme che hanno già riperso tutti i chili tre settimane dopo il parto (io ancora non riesco ad allacciarmi i jeans pre-gravidanza.. e va benissimo così). E poi la casa perfetta nonostante un neonato (il mio divano è una discarica di tutine pulite da piegare da tre giorni).

Non c’è niente di male in queste mamme. Il problema è quando iniziamo a usarle come metro di paragone per sentirci inadeguate.

La mia svolta (e cosa ha funzionato)

Come ho ripreso il controllo dei miei social

A un certo punto ho fatto una cosa drastica: ho smesso di seguire account che mi facevano sentire una cacca. Non per cattiveria. Semplicemente perché ho capito che se ogni volta che vedevo certi contenuti mi sentivo inadeguata, quei contenuti non mi servivano. Ho iniziato a seguire mamme vere. Quelle che mostrano anche il caos o che ammettono di aver ordinato pizza per la terza volta questa settimana o che dicono “oggi è stata durissima” senza filtri Instagram. E sapete cosa? Mi sono sentita subito meglio.

Le mie regole anti-confronto tossico

Le mie 5 regole salva-sanità mentale

  1. Se un account ti fa sentire inadeguata, smetti di seguirlo. No ai sensi di colpa. La tua salute mentale viene prima.
  2. Ricordati che stai vedendo solo una parte della storia. La foto che vedi? Magari è l’unico momento carino di una giornata infernale.
  3. Ogni bambino è diverso. Ogni famiglia è diversa. Il fatto che funzioni per lei non significa che debba funzionare per te.
  4. Limita il tempo sui social. Soprattutto nei momenti fragili (notte, pianti infiniti, giorni no). (Diversi studi scientifici evidenziano come un uso eccessivo o problematico dei social media durante il periodo perinatale (gravidanza e post-parto) sia associato ad un aumento di ansia, depressione, insoddisfazione corporea e sentimenti di inadeguatezza, spesso definiti come “mom guilt”. Di conseguenza, la riduzione del tempo trascorso su queste piattaforme (“digital pruning”) è indicata come strategia benefica per la salute mentale materna.) → [LINK: National Library of Medicine]
  5. Fidatevi del vostro istinto. Voi conoscete il vostro bambino meglio di qualsiasi influencer o guru della maternità.

La verità che nessuno ti dice

Non esiste la mamma perfetta. Esiste solo la mamma perfetta per il TUO bambino. E quella mamma sei tu.

“L’Istituto Superiore di Sanità, sottolinea l’importanza di monitorare il disagio psicologico nel post-partum, incluse le ansie legate alle aspettative sociali e alla rappresentazione della maternità sui social media” → [https://www.iss.it]

Con le imperfezioni, la casa in disordine, i crolli, i dubbi, le occhiaie e la pizza surgelata a cena. Angela Annie non ha bisogno di una mamma Instagram-perfetta, ha bisogno di me. Presente, imperfetta, che fa del suo meglio. E il vostro bambino ha bisogno di voi. Esattamente come siete.

I social possono essere un’ottima risorsa. Ma solo se li usate per quello che sono: uno strumento, non uno specchio in cui confrontarvi. Quando sentite che il confronto diventa tossico, fate un passo indietro. Chiudete l’app. Guardate il vostro bambino. Respirate. Ce la state facendo. Anche se non sembra, se “quella là” sui social sembra farla meglio o se oggi è stata una giornata di merda. Ce la state facendo. E va più che bene così. Niente panico. Davvero.

Laura (che mentre scriveva questo articolo ha fatto riaddormentare Angela per la terza volta)

P.S. Se vi serve un promemoria: potete mettere via il telefono quando volete. I social ci saranno sempre. Questi momenti con il vostro bambino, no.

Per altri consigli sulla maternità consapevole, visita il blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *